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domenica 11 ottobre 2009
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codice fiscale: 92165430288

ASSOCIAZIONE MINERVA

Sede: 3,via Ponte Molino 35137 Padova
Cell. 3487656698 (dalle ore 12 alle 15)       Fax: 049.8210197
Presidente: Prof. Dott. Cesare Dal Palù
Vice-presidente: Dott. Ennio Fortuna
E-mail: dalpalu@tin.it
Estremi bancari:
BANCA ETICA p.zza Insurrezione Padova

IBAN: IT32 Q05018121010 00000114644

 

Che cos'è il Disturbo Bipolare?

 

E' una malattia mentale, che assieme alla Depressione maggiore e alla Schizofrenia può raggiungere livelli di tale gravità da rendere completamente invalida una persona.
Fa parte delle patologie dell'affettività in quanto sono l'affettività e l'umore che vengono colpiti. Questi pazienti alternano periodi di umore elevato (che dall'euforia può passare all'eccitazione e alla maniacalità) e di umore basso (che dalla malinconia può passare ad una grave depressione).
E' una delle patologie più frequenti, in quanto colpisce il 3% circa della popolazione in modo grave e un altro 7% in modo meno grave (la schizofrenia &egrave; molto meno frequente: 0.7%).
Ne sono colpiti individui giovani dai 15 ai 35 anni. La sintomatologia, se la patologia non viene curata, è presente per tutta la vita, spesso aggravandosi.
Molto spesso si tratta di persone intelligenti, vivaci, creative: famosi scrittori o musicisti o poeti o leaders politici sono stati affetti da forme più o meno gravi di Malattia Bipolare. Nonostante questo aspetto, che fa di questa patologia una delle più interessanti e più studiate in psichiatria, è una malattia che non deve mai essere sottovalutata, perchè può assumere aspetti molto gravi: nelle fasi maniacali,infatti, ci possono essere deliri, allucinazioni, confusione mentale; nelle fasi depressive il paziente può avere pensieri di angoscia e di morte e la malattia, se non curata, porta spesso al suicidio (30% dei casi).
Ne sono colpiti più i maschi che le femmine.
Nei Paesi nordici prevale la depressione, in quelli mediterranei la maniacalità.
Fortunatamente la psicofarmacologia ha messo a disposizione di questi malati farmaci che consentono loro di superare le crisi più gravi, sia di depressione che di mania e di raggiungere una condizione di buon equilibrio. E' in questa fase di equilibrio che assume particolare rilevanza la psicoterapia educazionale, comportamentale, familiare e lavorativa senza la quale il paziente, lasciato a sè stesso, va ineluttabilmente incontro a ricadute.
Al contrario, se ben curati, questi pazienti possono avere una vita molto vicina alla normalità e reinserirsi nella società e nel lavoro. Naturalmente, trattandosi di una malattia a lunga durata, la terapia sia farmacologica che psicoterapica dovrà continuare a lungo e sotto attenta sorveglianza dei medici e dei familiari: questi ultimi devono essere molto coinvolti dai medici nella gestione della malattia, e responsabilizzati.

 

 

 


minerva

sabato 4 luglio 2009
scopi associazione minerva

Scopi dell'Associazione Minerva
 
Ilprimo scopodi Minerva è aiutare i familiari di pazienti affetti da Disturbo Bipolare. L'aiuto consiste prima di tutto nell'informazione sulla malattia (i sintomi, i vari stadi di gravità, le cause scatenanti etc.) e poi nell'insegnamento della farmaco-vigilanza (effetti collaterali dei farmaci, sovradosaggi, sottodosaggi, prevenzione delle crisi di eccitazione e depressione). La preparazione dei familiari per affrontare insieme al paziente questa malattia è fondamentale affinchè il paziente raggiunga un buon equilibrio psichico in breve tempo.
Vengono organizzate riunioni di familiari nella sede di Minerva, non solo per apprendere quanto sopra esposto ma anche per dare la possibilità ai familiari di esporre, se vogliono, la loro esperienza che può essere molto utile per tutti gli altri.
Questa attività è coordinata da un medico esperto in questa patologia.
Il secondo scopodi Minerva è informare e sensibilizzare su questa patologia la popolazione in generale. Minerva pertanto organizza ogni anno Tavole Rotonde, Convegni, Spettacoli con attori che recitano pezzi letterari in cui scrittori famosi hanno descritto con molta lucidità la malattia maniaco depressiva (o Disturbo Bipolare); Minerva inoltre contatta giornalisti della carta stampata e della televisione e attraverso interviste o articoli cerca di diffondere informazioni su questa patologia.
Il terzo scopo di Minerva è lottare per superare lo stigma che colpisce questa malattia. Se pazienti e familiari vengono a conoscenza che questa patologia è curabile, facilmente può accadere che, superando la vergogna e la paura, essi si rivolgano ai medici per le cure più appropriate al pari di quanto è avvenuto in passato per altre malattie gravate da stigma (tubercolosi, sifilide, AIDS). A questo scopo Minerva offre un ambulatorio gratuito in cui i pazienti vengono curati fino alla remissione dei sintomi; viene ricercata la dose farmacologica minima efficace e viene insegnato ai pazienti lo stile di vita che meno può provocare crisi di eccitazione e depressione.
Il quarto scopo di Minerva è tenere contatti con le ULSS e gli psichiatri locali in modo da stabilire la miglior collaborazione; in particolare ai Dirigenti ULSS Minerva chiede l'istituzione dei Centri Diurni proposti dal Progetto Obiettivo Regionale e che possono essere di grande aiuto per i familiari nell'organizzazione della giornata dei pazienti più gravi e nella somministrazione dei farmaci durante le fasi di squilibrio psichico.
 

 


minerva

sabato 4 luglio 2009
CODICE FISCALE ASSOCIAZIONE MINERVA

   CODICE FISCALE ASSOCIAZIONE MINERVA

                               92165430288


MINERVA

giovedì 11 giugno 2009
ASSOCIAZIONE MINERVA

Associazione MINERVA

 

 E' possibile diventare soci di Minerva?  

Chiunque sia motivato a farsi socio o per necessità personale o per desiderio di fare volontariato potrà presentare domanda tramite lettera, e-mail, o telefonicamente. Non è richiesta alcuna quota associativa, ma chiunque potrà fare offerte volontariamente telefonando al numero 3487656698 ( tra le ore 12 e le 15) fax 0498210197 o mediante un bonifico  presso la Banca Etica ( IBAN: IT32 Q05018121010 00000114644 ) , Piazza Insurrezione, Padova.
L'impegno che viene richiesto ad ogni socio è di aiutare Minerva nel difficile compito dell'informazione, essendo questa inesistente o erronea a tal punto da creare un grave stigma a carico delle persone affette da questa patologia.

 


MINERVA

giovedì 11 giugno 2009
APPELLO

                                                                                                                                                  

                                             APPELLO

 

Nelle cronache giornalistiche e sui telegiornali sono apparse ripetutamente notizie relative ad episodi di suicidi o di omicidi (a volte omicidi-suicidi) con motivazioni apparentemente futili in famiglie definite normali; si è arrivati a coniare il termine di “famiglie di sangue” (Simonetta Costanzo - F. Angeli ed.). Le statistiche riportano un dato allarmante: le morti in famiglia per fatti del genere superano quelle per delitti di mafia. Cosa sta accadendo oggi in Italia? Certamente ci sono stati grandi cambiamenti nel costume, nella società, nella vita familiare; ma grandi cambiamenti ci sono stati anche nel passato e così scontri generazionali, conflitti familiari, mutamenti dei rapporti di forza nelle famiglie. Dunque che cosa sta accadendo ora? Se si tratta di giovani si è spesso individuata nella droga la causa del gesto insano; per altri casi si è detto che chi aveva commesso tali gesti era in cura presso i Servizi Psichiatrici o si era rivolto al medico di base o ad un neurologo per depressione o comunque si era lamentato per un qualche disagio esistenziale.
Ora, se è ben noto che il suicidio fa parte delle patologie psichiatriche gravi (sottolineiamo gravi), molto meno ne fanno parte l’aggressione e l’omicidio, che tutte le statistiche riferiscono rari. E’ fin troppo evidente pertanto che quando avvengono fatti di cronaca nera in famiglie normali, “per bene” e in cui non vi è una storia psichiatrica conclamata, ci può essere un altro fattore di cui bisogna tener conto.
Negli ultimi trent’anni la psicofarmacologia ha compiuto passi da gigante, cosicché le malattie psichiatriche, opportunamente diagnosticate, hanno potuto godere di trattamenti farmacologici mirati e validi, spesso risolutori. Si è quindi diffusa nella popolazione la convinzione che ogni più piccolo disturbo psichico, in particolare una depressione lieve, possa trovare velocemente soluzione con i farmaci: da cui le richieste pressanti dei pazienti, l’intolleranza nei confronti di melanconie, abbassamenti dell’umore, a volte fisiologici. Di fronte a questa situazione, di molti farmaci a disposizione e di esigenze crescenti della popolazione, molti medici si trovano impreparati: e l’utilizzo da parte loro dei numerosi farmaci in commercio, di non facile uso, ha comportato purtroppo errori anche gravi. Per fare qualche esempio: la sospensione brusca, anziché graduale, di uno psicolettico può causare deliri ed allucinazioni che possono dar luogo a gesti inconsulti (il cosiddetto raptus); oppure un incongruo uso di antidepressivi in una depressione non semplice ma bipolare può scatenare una crisi maniacale incontrollabile fino al compimento di atti violenti. E così via.
Dunque: per tutti i farmaci, ma tanto più per gli psicofarmaci, è indispensabile da parte del medico che li prescrive grande conoscenza ed esperienza, controllo (monitoraggio) frequente dei pazienti e prudenza. E invece: primo per alcuni di questi farmaci la prescrizione è permessa a medici generici e a specializzandi; secondo i malati, una volta prescritta la terapia, vengono controllati a lunghi intervalli (30-45 giorni) da medici spesso diversi: quando invece, per evitare sorprese, sono indispensabili, soprattutto all’inizio del trattamento, controlli ravvicinati, fatti sempre dallo stesso medico che può valutare anche da sintomi lievi la congruità della terapia in atto; terzo: troppo spesso i familiari sono emarginati, poco o nulla informati, quando non addirittura demonizzati quasi fossero la causa del disagio del proprio congiunto: mentre invece potrebbero essere di grande aiuto per lo psichiatra in quell’opera di monitoraggio che, come abbiamo detto, è molto importante; quarto: la psicoterapia comportamentale, educazionale e familiare, di estrema importanza in tutte le patologie psichiche dalle più lievi alle più gravi è, sia nelle ULS che nel privato, eseguita da psicoterapeuti spesso non in comunicazione con lo psichiatra che prescrive i farmaci, venendo quindi a mancare allo stesso molte informazioni utili; ultimo, ma non meno importante: la malattia psichiatrica, diversamente da tutte le altre malattie, sovente viene tenuta nascosta per paura dello stigma e curata clandestinamente. Anziché rivolgersi agli psichiatri più preparati, purtroppo spesso ci si affida ai consigli di medici generici o addirittura consigli di conoscenti, in una sorta di pericolosa automedicazione.
Per tutte queste ragioni numerosi cittadini si sono rivolti a Minerva, Associazione per la lotta contro la Depressione Bipolare, per inviare un appello al Ministro della Sanità Livia Turco.

Cesare Dal Palù
Professore Emerito di Medicina e Chirurgia
Presidente Associazione Minerva


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