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domenica 13 maggio 2012
7 giugno 2012

Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti - Testata per la stampa

Mente e Neuroscienze

 
Logo Associazione Minerva
 

Giovedì 7 giugno 2012, ore 14.45
Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
Palazzo Franchetti


Il Convegno è  organizzato dalla Associazione MINERVA (sedi di Padova e Venezia)  che da quasi dieci anni si batte per la cura della Depressione Bipolare  (o malattia Maniaco-Depressiva)  offrendo gratuitamente assistenza alle famiglie e un ambulatorio per la cura dei pazienti.

PROGRAMMA
ore 14.45

Saluto e Introduzione:
Cesare Dal Palù, Università di Padova, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti

Moderatori:
Cesare Dal Palù, Università di Padova, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
Franco Garonna, Direttore CSM Mestre Nord

ore 15.00
Giovanni Felice Azzone, Università di Padova, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
Genetica e ambiente nella formazione della mente umana

ore 15.25
Giovanni Berlucchi, Università di Verona, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
Mente, corpo e cervello nelle moderne neuroscienze

ore 15.50
Ernesto Carafoli, Politecnico di Zurigo, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
Meccanismi della creatività

ore 16.15 Discussione

ore 16.30 Intervallo e caffè

Moderatori:
Paolo Santonastaso
, Università di Padova
Cesare Scandellari, Università di Padova, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti

ore 16.45
Umberto Curi, Università di Padova
Che cosa significa pensare

ore 17.10
Carlo Umiltà, Università di Padova
Che cosa possono dirci della mente umana le neuroimmagini

ore 17.45
Enrico Smeraldi, Università San Raffaele di Milano
Encefalo, mente e malattie dell'umore

ore 18.10
Enrico Berti, Università di Padova 
Mente e anima: due entità?

Ore 18.35 Discussione

 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 


MENTE E NEUROSCIENZE

mercoledì 25 aprile 2012
Minerva commenta il comunicato di Forum

 

PD 16 aprile 2012
  MINERVA :Commento al comunicato di FORUM
_
E' apparso in questi giorni su internet (www.comitatostoppg) un comunicato emesso da Forum per
la Salute mentale a proposito dell' apertura di nuovi Ospedali Giudiziari..
Sostanzialmente in questo comunicato viene dichiarata l'opposizione di Forum a questa apertura
con una serie di motivazioni, in parte condivisibili,ma con una conclusione quanto meno singolare e
cioè che i malati mentali che commettono azioni delittuose dovrebbero scontare la loro pena nelle
comuni carceri:! Non servirebbero per loro “Ospedali” perchè i veri malati mentali gravi ,
secondo Forum, raramente delinquono. Probabilmente Forum pensa che i cosiddetti “malati
mentali” che commettono atti delittuosi sono per la maggior parte persone cui viene concessa
l'attenuante della “infermità mentale per incapacità di intendere e volere” al momento dell'azione
delittuosa, (mentre risultano “normali” prima e dopo il delitto) sulla base di perizie psichiatriche
discutibili: in realtà sono da ritenersi colpevoli perchè perfettamente consapevoli dell'atto che
stavano per compiere e di conseguenza non possono che essere reclusi in un comune carcere. Nel
suo comunicato Forum arriva ad una affermazione addirittura derisoria, dicendo che “in carcere per
lo meno a queste persone verrebbero garantite le visite, la riabilitazione sociale, culturale e
lavorativa e avrebbero la certezza della pena che negli OPG non viene invece garantita e spesso si
allunga all'infinito: infatti (afferma Forum) queste persone recluse negli OPG , venendo sempre
considerati pericolosi per la società', non sono mai ritenuti dimissibili.
Sembra che nel suo comunicato Forum voglia di proposito considerare come malati mentali gravi
soltanto quelli affetti da schizofrenia: si parla infatti di una percentuale di malati gravi pari all'1%
che corrisponde appunto, secondo le percentuali offerte da tutte le riviste scientifiche, alla
percentuale di malati schizofrenici presenti nelle varie popolazioni- Ed è vero che gli schizofrenici
raramente commettono atti di violenza: non possiamo che essere d'accordo, perchèquesti malati
sono poco pericolosi in quanto la loro malattia li porta verso una progressiva demenza e totale
apatia .Inoltre la sedazione cui regolarmente vengono sottoposti li rende poco reattivi. Sono perciò
considerati . malati mentali gravi ma facilmente controllabili e pertanto”buoni” (non pericolosi).
Forum tuttavia finge di ignorare che esiste anche un'altra categoria di malati mentali che non
sono nè apatici nè dementi e ben più numerosi (2% della popolazione), quelli affetti da Disturbo
Bipolare 1°e 2° o Malattia Maniaco-depressiva grave, i quali in fase maniacale possono diventare
violenti (anche se spesso questa non è la loro indole) e commettere atti inconsulti: atti del genere
posso essere compiuti anche in fase depressiva ( p.e i frequenti.infanticidi post-partum). Noi non
crediamo proprio che chi compie tali atti violenti possa essere definito un “criminale” e perciò
confinato in prigione, in quanto ha commesso l'atto violento in preda a una grave patologia:
patologia che è universalmente conosciuta e codificata . E' evidente che malati del genere, molto
fragili emotivamente, se dovessero convivere in prigione con persone violente, con veri criminali
senza scrupoli, verrebbero immediatamente utilizzati da questi per i loro scopi criminosi (come
spesso accade nelle carceri) A questo punto veramente la durata della pena per questi poveri malati
non sarebbe più garantita ma potrebbe protrarsi all'infinito. Inoltre i suicidi e i tentativi di suicidio
senza ombra di dubbio aumenterebbero,visto che prevarrebbe in loro in poco tempo la depressione
Nel comunicato di Forum si afferma anche che gli OPG nel giro di pochi anni potrebbero ritornare
nelle miserevoli condizioni degli OPG precedentemente chiusi. E' fin troppo facile rispondere che:
a) tutte le storture che si erano realizzate nei vecchi OPG (che non erano mai sorti come ospedali
ma erano precedenti prigioni cui era stata data una parvenza di Ospedali) possono essere evitate
istituendo Comitati esterni di controllo rigoroso b) tutte le garanzie che vi sono in una prigione
(visite, riabilitazione sociale, culturale e lavorativa) tanto più devono essere garantite negli OPG ; c)
attraverso questi ospedali non possono essere riesumati i vecchi manicomi (altro timore di Forum):
perchè se vi è dall'esterno un rigoroso sistema di controllo, anche in questi ospedali, benchè
sorvegliati dalla polizia carceraria e quindi isolati dal resto della società, non potranno verificarsi le
torture fisiche e psicologiche che si realizzavano in passato nei manicomi prima della loro chiusura.

 


MINERVA

martedì 24 aprile 2012
dal "Gazzettino"del 22 aprile 2012

 

  Un esempio recente dalla cronaca dei giornali.

GIACOMINA aveva paura del marito: «Ho
i giorni contati, prima o poi mi uccide»
Omicidio-suicidio di Vittorio Veneto, la donna confessò:
«Non ce la faccio più ma non me la sento di lasciarlo»

 

 
di Claudia Borsoi
  Raffaello Salvador e Giacomina Zanchetta
 
TREVISO - «Prima o poi mi uccide. Ho i giorni contati. Non ce la faccio più». Era questo lo stato d'animo, la sensazione, la paura, il presagio che Giacomina Zanchetta, la 67enne freddata con un colpo di fucile all'addome dal marito

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Raffaello Salvador, aveva confessato alle amiche più intime di Vittorio Veneto (Treviso), quelle che conosceva da molti anni. A loro nelle settimane che hanno preceduto il drammatico epilogo, Giacomina aveva raccontato tutto. Era riuscita ad aprirsi, a confidare quel tormento che aveva minato la sua vita coniugale e che, quando Raffaello era andato in pensione, aveva preso una svolta ancor più negativa, culminata nel tragico omicidio-suicidio.

Giorno dopo giorno il 72enne, ex aiutante maresciallo dell'Aeronautica, uomo dal carattere forte, era diventato sempre più possessivo nei confronti della moglie. Anche le amiche del coro della parrocchia di Santi Pietro e Paolo, che Giacomina la conoscevano bene, lo avevano notato. «Cantava con noi da oltre vent'anni - ricordano - poi ha iniziato a diradare le sue presenze, finendo solo per partecipare al coro della speranza, quello dei funerali. Finite le prove non si fermava mai con noi, andava subito a casa. Non partecipava nemmeno ai momenti di festa». Per Giacomina la parrocchia, il coro e la messa, erano le uniche occasioni per uscire di casa, oltre alle visite ai fratelli, Claudio e Dino, e ai figli. La sua vita sociale, negli anni, si era ridotta all’indispensabile.
Il disagio, che viveva quotidianamente tra le mura di casa, Giacomina l’ha confidato soltanto alle amiche più intime. A loro aveva parlato come un libro aperto. «Non ce la faccio più, mi aveva detto piangendo non molto tempo fa - rivela una cara amica della 67enne -. E non era la prima volta che si confidava con me. Le avevo risposto: Giacomina, vai via. Ma lei non se la sentiva di abbandonare il marito, erano sposati da troppi anni». Per la 67enne rompere gli oltre 40 anni di matrimonio era un peso enorme. «Ha sofferto le pene dell’inferno, ma non lo faceva vedere a nessuno - aggiunge l'amica -. Solo chi la conosceva bene, sapeva quanto soffriva tra le mura di casa».

Giacomina si era sposata con Raffaello alla fine degli anni Sessanta: si erano conosciuti a Santi Pietro e Paolo, il quartiere in cui entrambi erano cresciuti e in cui, una volta sposati, avevano deciso di metter su famiglia. Avevano avuto due figli, Giovanni e Sabrina. «Anche i figli le avevano detto di andare via di casa, ma lei non voleva. Per rispetto nei loro confronti non se la sentiva di abbandonare il marito» spiega un'altra amica della vittima.
Una donna del coro, alcuni giorni fa, era andata a casa dei Salvador per eseguire dei lavoretti: «In casa era solo lui a parlare, lei se ne stava zitta. Mi faceva tanta pena. Povera Giacomina». «Io non avrei sopportato un uomo così - si sfoga una donna che da anni aveva instaurato un rapporto di amicizia con Giacomina -. Esternamente era caro e buono, ma nell’animo era un bruto».
 
Domenica 22 Aprile 2012 - 17:22    Ultimo aggiornamento: Lunedì 23 Aprile - 18:47
 
Omicidio-suicidio, il fratello di Giacomina:
«I cadaveri in cucina e sangue ovunque»
Claudio Zanchetta ha scoperto la tragedia: «Veniva sempre a
trovarci, ma non l'abbiamo vista e non rispondeva al telefono»

 

 

 
 
     
di Giorgio Marenco
 
Giacomina Zanchetta e il fratello Claudio
TREVISO - I due corpi senza vita stesi a terra nella penombra della cucina, i due fucili da caccia uno vicino all'altro, nel macabro silenzio della stanza, a fianco dei corpi straziati, chiazze e macchie di sangue un po' ovunque, anche sul soffitto. Una scena agghiacciante quella che si è presentata a Claudio Zanchetta, il fratello di Giacomina, che ieri poco prima di mezzogiorno è riuscito a entrare nell'abitazione di via del Lavoro, dove si era recato non senza preoccupazione perché contrariamente al solito lei non si era fatta vedere o sentire: «Mia moglie e mia sorella erano solite vedersi puntualmente ogni mattina - racconta con la voce scossa - e anche ieri Giacomina doveva venire a trovarci. Ma non l'abbiamo vista».

Una preoccupazione che è di colpo lievitata quando il telefono nell'abitazione di via del Lavoro ha squillato alcune volte invano. «La cosa è sembrata molto strana - prosegue Claudio - . Mia moglie ha intuito che qualcosa poteva essere successo. E mi ha detto: vai a vedere. Abitiamo a un chilometro di distanza e sono partito subito. Mancava poco a mezzogiorno. Ho suonato al campanello e ho chiamato, ma dall'interno nessun segnale. Allora ho scavalcato la recinzione e mi sono avvicinato alla casa. La persiana della cucina era leggermente alzata, ho guardato attraverso i vetri, mi è sembrato di scorgere una sagoma a terra, sul pavimento varie chiazze scure. Ho chiamato ancora e in quel momento la terribile intuizione si è fatta strada».

In un primo momento Zanchetta ha tentato di sfondare il vetro ma ha desistito subito girando intorno alla casa alla ricerca di una finestra aperta e quasi subito ha trovato quella del bagno socchiusa: «Ho scavalcato il davanzale e sono passato subito in cucina. Poi una scena scioccante: Giacomina era distesa bocconi, a poco più di un metro mio cognato era supino con una gamba appoggiata ad una sedia, aveva il volto sfigurato. Sangue ovunque. La tavola - racconta ancora - era preparata, un fornello del gas ancora acceso con un pentola ormai vuota. Ho chiamato subito il 112. Mezzogiorno era appena suonato. Dopo dieci minuti è arrivata la prima pattuglia dei carabinieri».

Mentre attendeva l'arrivo delle forze dell'ordine, Claudio Zanchetta ha avuto il coraggio di guardare da vicino i congiunti. «Tutte le porte della casa erano state chiuse a chiave dall'interno - ricorda - forse aveva premeditato tutto anche se stento ancora a crederlo. Con lui mi vedevo abbastanza spesso, ultimamente mi era sembrato un pò depresso ma niente di preoccupante».

Claudio Zanchetta non nasconde commozione ricordando la sorella: «Era tutta casa e famiglia. Da giovane aveva lavorato per quindici anni al Lanificio Cerruti poi si è dedicata al marito e ai figli. A Raffaello ha sempre voluto bene». Gli fa eco il cugino Giancarlo: «Giacomina - è il suo ricordo - era una persona allegra e di compagnia. Amava il canto, anche ora faceva parte del coro della parrocchia dei Santi Pietro e Paolo».
Sabato 21 Aprile 2012 - 09:50    Ultimo aggiornamento: Domenica 22 Aprile - 14:32
© RIPRODUZIONE RISERVATA  
 

 



  Sono presenti     7 COMMENTI

 
 

Claudia Borsoi

martedì 24 aprile 2012
COMMENTO al film "FOLLIA"

 

COMMENTO  al film"FOLLIA"

 

MINERVA
ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE
PER LA LOTTA CONTRO IL DISTURBO BIPOLARE
Presidente: prof. dott Cesare Dal Palù
Vicepresidente: dott. Ennio Fortuna    
 
Minerva (senza nulla togliere al lavoro meritorio e all'impegno delle altre associazioni di Psichiatria) non è un'Associazione come le altre : infatti è un'Associazione che ha voluto darsi   un indirizzo prevalentemente medico e contemporaneamente educativo : in particolare si propone di far conoscere un tipo particolare di patologia mentale e cioè la malattia Maniaco Depressiva. In generale vuol far conoscere ai suoi iscritti e alla popolazione tutti i disturbi dell'umore all'interno dei quali si pone anche la Malattia Maniaco Depressiva o Disturbo Bipolare.
Le altre patologie mentali ( dalla Schizofrenia al Ritardo mentale all'Autismo) riteniamo siano di competenza di altri esperti e a loro le lasciamo sia perchè, come per la patologia di cui ci interessiamo, occorre una preparazione specifica, sia perchè gli strumenti di cui per ora disponiamo per correggere demenze e ritardi mentali sono pochi e poco efficaci, mentre per le patologie dell'umore e in particolare per la malattia maniaco depressiva, la medicina ha fatto passi da gigante: in una parola quello che non era possibile 30 anni fa, è possibile ottenere ora per quasi tutti i soggetti, cioè ottenere il loro equilibrio psichico.
Per superare lo stigma che porta a nasconderla, ( e quindi a non cercare, come per le altre patologie fisiche, i medici che sanno curarla perchè specializzati in essa ) in più occasioni ci troviamo a dire “come una volta si aveva paura di dichiarare i sintomi della tubercolosi o della sifilide perchè non c'erano cure ed ora invece ci si rivolge immediatamente allo specialista per queste patologie, attualmente anche per la malattia Maniaco Depressiva non dovete aver paura di dichiararne i sintomi perchè ormai sappiamo curarla molto bene”
Quindi agli iscritti della nostra associazione per prima cosa continuiamo a mettere in evidenza le differenze con le altre malattie psichiche: in particolare se proiettiamo un film proiettiamo solo quello che può essere un chiaro esempio della patologia di cui ci interessiamo. Non proietterei mai un film in cui è rappresentata la vita di una persona schizofrenica perchè non vogliamo che la popolazione a cui ci rivolgiamo faccia confusione con una patologia che nulla ha a che fare con la nostra:per usare parole semplici, la Schizofrenia colpisce l'intelligenza portando negli anni il soggetto alla demenza, la malattia maniaco -depressiva colpisce l'umore: l'intelligenza rimane intatta
La malattia maniaco depressiva ha molteplici aspetti ma sempre un comune denominatore: gli sbalzi dell'umore che possono andare verso l'euforia-eccitazione o verso la depressione. Le caratteristiche di questa patologia, (quando non è grave) possono essere ravvisate nel personaggio interpretato da Richard Gere in Mr. Jones, il film che abbiamo proiettato l'anno scorso. Quando la patologia invece è grave, può essere rappresentata da Edgard nel film “ Follia” cioè dallo scultore che è colto da uno dei tanti deliri che possono presentarsi in questa patologia,in questo caso dal delirio di gelosia.
 
Infatti Edgard, internato nel manicomio di Londra perchè in un delirio di gelosia (cioè una gelosia grave, patologica ben diversa dalla comune gelosia che tutti conosciamo )aveva ucciso la moglie e preso per passione per Stella, la moglie di uno degli psichiatri della struttura, prima fugge dal manicomio ben sapendo che perdeva tutti i benefici raggiunti durante il soggiorno in esso (infatti era prossimo alla dimissione). Sapeva che sarebbe stato braccato da tutta la polizia di Londra cosi' come accade per qualsiasi persona detenuta in un carcere . Solo lo stato di eccitazione in cui era caduto per la sua passione per Stella gli ha fatto dimenticare la sua situazione che invece precedentemente aveva ben presente.
  
In seguito nascosto in un sobborgo di Londra riesce ad attirare a sé Stella ma la sua gelosia distrugge tutto: infatti pur essendo Stella molto innamorata di lui, Edgard, geloso del marito che Stella ha lasciato, geloso del suo assistente che ha rivolto sguardi per lui ingiustificati a Stella, la picchia violentemente: la scena in cui affila i coltelli dopo averla buttata a terra e divora come per calmarsi in modo violento la mela, è sicuramente un momento che non lascia dubbi sui pensieri che stanno travolgendo la sua mente: se Stella continuava a rimanere in quell'appartamento e non veniva catturata e riportata a casa dalla polizia, è molto probabile che Edgard nei giorni successivi l'avrebbe uccisa.
 
Minerva si propone però non soltanto di insegnare a non sottovalutare i sintomi della malattia Maniaco Depressiva che possono deflagrare facilmente in situazioni in cui il paziente non curato( o curato male, o privo di terapia per sua volontà) si trova in una situazione che provoca il suo scompenso; ma Minerva si propone anche di evitare una pratica fin troppo frequente e cioè la psichiatrizzazione della normalità. Fin troppo spesso ci è capitato di vedere pazienti con patologie psichiche lievi (ricordiamoci che il 92% delle patologie psichiche è lieve) venir curate per molto tempo e con pesanti dosaggi farmacologici tal chè la loro mente veniva totalmente alterata. La patologia da cui è colta Stella e cioè una depressione unipolare, poteva essere facilmente curata con una psico educazione dei familiari che dovevano cercare di aiutarla a superare la sua crisi mentre è prevalso il disprezzo per l'errore a cui purtroppo una passione insana l'aveva portata. La passione si sa che di per se' è irrazionale ma la passione di Stella era particolarmente irrazionale in quanto si è innamorata di una persona che era ricoverata nel manicomio per un grave delitto e cioè l'omicidio della moglie. Purtroppo il disprezzo da cui Stella è stata circondata( vedi il comportamento del marito e della suocera che avevano fortemente influenzato anche il comportamento del bambino) ha portato Stella a un grave stato di depressione fino a estraniarsi talmente dalla realtà, da arrivare al punto di non vedere suo figlio annaspare ed annegare e, bloccata dal suo stato psichico, a non poter recargli soccorso.
 
 Ci sono tanti temi nel film che andrebbero sviluppati :
1)      la violenza dello psichiatra Peter Cleave che esercitando un potere assoluto sui pazienti che aveva in cura, si permette di attuare su di loro una brutale tortura psicologica per raggiungere i suoi scopi.E' evidente che è un pessimo medico che avrebbe dovuto essere radiato dall'Ordine dei Medici ma questo comportamento rientra in una normalità a cui spesso assistiamo in tutti i campi: è la normalità del male .
2)      Un altro tema interessante è la contrapposizione fra l'amore coniugale, noioso, insopportabile, certamente funzionale all'ambiente sociale e alle frequentazioni di Stella ma che la rendevano sempre di più apatica ; dall'altra parte l'amore passionale, esaltante e irrazionale che però porta alla rovina lei stessa e la sua famiglia.
 
Ma l'interesse principale di Minerva nel proiettare questo film è, come ho detto prima, evidenziare i sintomi di due patologie dell'umore,una molto grave e l'altra decisamente meno grave e facilmente recuperabile,che dobbiamo imparare a riconoscere per evitare le conseguenze nefaste che queste patologie portano con se.
 
Via Ponte Molino 3 PD 35137       tel.348.7656698 fax 049.650805 e-mail: dalpalu@tin.it
                San Polo 1116 VE 30125       tel. 041.2412589
 

MINERVA

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domenica 11 ottobre 2009
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ASSOCIAZIONE MINERVA

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Presidente: Prof. Dott. Cesare Dal Palù
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Che cos'è il Disturbo Bipolare?

 

E' una malattia mentale, che assieme alla Depressione maggiore e alla Schizofrenia può raggiungere livelli di tale gravità da rendere completamente invalida una persona.
Fa parte delle patologie dell'affettività in quanto sono l'affettività e l'umore che vengono colpiti. Questi pazienti alternano periodi di umore elevato (che dall'euforia può passare all'eccitazione e alla maniacalità) e di umore basso (che dalla malinconia può passare ad una grave depressione).
E' una delle patologie più frequenti, in quanto colpisce il 3% circa della popolazione in modo grave e un altro 7% in modo meno grave (la schizofrenia &egrave; molto meno frequente: 0.7%).
Ne sono colpiti individui giovani dai 15 ai 35 anni. La sintomatologia, se la patologia non viene curata, è presente per tutta la vita, spesso aggravandosi.
Molto spesso si tratta di persone intelligenti, vivaci, creative: famosi scrittori o musicisti o poeti o leaders politici sono stati affetti da forme più o meno gravi di Malattia Bipolare. Nonostante questo aspetto, che fa di questa patologia una delle più interessanti e più studiate in psichiatria, è una malattia che non deve mai essere sottovalutata, perchè può assumere aspetti molto gravi: nelle fasi maniacali,infatti, ci possono essere deliri, allucinazioni, confusione mentale; nelle fasi depressive il paziente può avere pensieri di angoscia e di morte e la malattia, se non curata, porta spesso al suicidio (30% dei casi).
Ne sono colpiti più i maschi che le femmine.
Nei Paesi nordici prevale la depressione, in quelli mediterranei la maniacalità.
Fortunatamente la psicofarmacologia ha messo a disposizione di questi malati farmaci che consentono loro di superare le crisi più gravi, sia di depressione che di mania e di raggiungere una condizione di buon equilibrio. E' in questa fase di equilibrio che assume particolare rilevanza la psicoterapia educazionale, comportamentale, familiare e lavorativa senza la quale il paziente, lasciato a sè stesso, va ineluttabilmente incontro a ricadute.
Al contrario, se ben curati, questi pazienti possono avere una vita molto vicina alla normalità e reinserirsi nella società e nel lavoro. Naturalmente, trattandosi di una malattia a lunga durata, la terapia sia farmacologica che psicoterapica dovrà continuare a lungo e sotto attenta sorveglianza dei medici e dei familiari: questi ultimi devono essere molto coinvolti dai medici nella gestione della malattia, e responsabilizzati.

 

 

 


minerva

sabato 4 luglio 2009
scopi associazione minerva

Scopi dell'Associazione Minerva
 
Ilprimo scopodi Minerva è aiutare i familiari di pazienti affetti da Disturbo Bipolare. L'aiuto consiste prima di tutto nell'informazione sulla malattia (i sintomi, i vari stadi di gravità, le cause scatenanti etc.) e poi nell'insegnamento della farmaco-vigilanza (effetti collaterali dei farmaci, sovradosaggi, sottodosaggi, prevenzione delle crisi di eccitazione e depressione). La preparazione dei familiari per affrontare insieme al paziente questa malattia è fondamentale affinchè il paziente raggiunga un buon equilibrio psichico in breve tempo.
Vengono organizzate riunioni di familiari nella sede di Minerva, non solo per apprendere quanto sopra esposto ma anche per dare la possibilità ai familiari di esporre, se vogliono, la loro esperienza che può essere molto utile per tutti gli altri.
Questa attività è coordinata da un medico esperto in questa patologia.
Il secondo scopodi Minerva è informare e sensibilizzare su questa patologia la popolazione in generale. Minerva pertanto organizza ogni anno Tavole Rotonde, Convegni, Spettacoli con attori che recitano pezzi letterari in cui scrittori famosi hanno descritto con molta lucidità la malattia maniaco depressiva (o Disturbo Bipolare); Minerva inoltre contatta giornalisti della carta stampata e della televisione e attraverso interviste o articoli cerca di diffondere informazioni su questa patologia.
Il terzo scopo di Minerva è lottare per superare lo stigma che colpisce questa malattia. Se pazienti e familiari vengono a conoscenza che questa patologia è curabile, facilmente può accadere che, superando la vergogna e la paura, essi si rivolgano ai medici per le cure più appropriate al pari di quanto è avvenuto in passato per altre malattie gravate da stigma (tubercolosi, sifilide, AIDS). A questo scopo Minerva offre un ambulatorio gratuito in cui i pazienti vengono curati fino alla remissione dei sintomi; viene ricercata la dose farmacologica minima efficace e viene insegnato ai pazienti lo stile di vita che meno può provocare crisi di eccitazione e depressione.
Il quarto scopo di Minerva è tenere contatti con le ULSS e gli psichiatri locali in modo da stabilire la miglior collaborazione; in particolare ai Dirigenti ULSS Minerva chiede l'istituzione dei Centri Diurni proposti dal Progetto Obiettivo Regionale e che possono essere di grande aiuto per i familiari nell'organizzazione della giornata dei pazienti più gravi e nella somministrazione dei farmaci durante le fasi di squilibrio psichico.
 

 


minerva

sabato 4 luglio 2009
CODICE FISCALE ASSOCIAZIONE MINERVA

   CODICE FISCALE ASSOCIAZIONE MINERVA

                               92165430288


MINERVA

giovedì 11 giugno 2009
ASSOCIAZIONE MINERVA

Associazione MINERVA

 

 E' possibile diventare soci di Minerva?  

Chiunque sia motivato a farsi socio o per necessità personale o per desiderio di fare volontariato potrà presentare domanda tramite lettera, e-mail, o telefonicamente. Non è richiesta alcuna quota associativa, ma chiunque potrà fare offerte volontariamente telefonando al numero 3487656698 ( tra le ore 12 e le 15) fax 0498210197 o mediante un bonifico  presso la Banca Etica ( IBAN: IT32 Q05018121010 00000114644 ) , Piazza Insurrezione, Padova.
L'impegno che viene richiesto ad ogni socio è di aiutare Minerva nel difficile compito dell'informazione, essendo questa inesistente o erronea a tal punto da creare un grave stigma a carico delle persone affette da questa patologia.

 


MINERVA

giovedì 11 giugno 2009
APPELLO

                                                                                                                                                  

                                             APPELLO

 

Nelle cronache giornalistiche e sui telegiornali sono apparse ripetutamente notizie relative ad episodi di suicidi o di omicidi (a volte omicidi-suicidi) con motivazioni apparentemente futili in famiglie definite normali; si è arrivati a coniare il termine di “famiglie di sangue” (Simonetta Costanzo - F. Angeli ed.). Le statistiche riportano un dato allarmante: le morti in famiglia per fatti del genere superano quelle per delitti di mafia. Cosa sta accadendo oggi in Italia? Certamente ci sono stati grandi cambiamenti nel costume, nella società, nella vita familiare; ma grandi cambiamenti ci sono stati anche nel passato e così scontri generazionali, conflitti familiari, mutamenti dei rapporti di forza nelle famiglie. Dunque che cosa sta accadendo ora? Se si tratta di giovani si è spesso individuata nella droga la causa del gesto insano; per altri casi si è detto che chi aveva commesso tali gesti era in cura presso i Servizi Psichiatrici o si era rivolto al medico di base o ad un neurologo per depressione o comunque si era lamentato per un qualche disagio esistenziale.
Ora, se è ben noto che il suicidio fa parte delle patologie psichiatriche gravi (sottolineiamo gravi), molto meno ne fanno parte l’aggressione e l’omicidio, che tutte le statistiche riferiscono rari. E’ fin troppo evidente pertanto che quando avvengono fatti di cronaca nera in famiglie normali, “per bene” e in cui non vi è una storia psichiatrica conclamata, ci può essere un altro fattore di cui bisogna tener conto.
Negli ultimi trent’anni la psicofarmacologia ha compiuto passi da gigante, cosicché le malattie psichiatriche, opportunamente diagnosticate, hanno potuto godere di trattamenti farmacologici mirati e validi, spesso risolutori. Si è quindi diffusa nella popolazione la convinzione che ogni più piccolo disturbo psichico, in particolare una depressione lieve, possa trovare velocemente soluzione con i farmaci: da cui le richieste pressanti dei pazienti, l’intolleranza nei confronti di melanconie, abbassamenti dell’umore, a volte fisiologici. Di fronte a questa situazione, di molti farmaci a disposizione e di esigenze crescenti della popolazione, molti medici si trovano impreparati: e l’utilizzo da parte loro dei numerosi farmaci in commercio, di non facile uso, ha comportato purtroppo errori anche gravi. Per fare qualche esempio: la sospensione brusca, anziché graduale, di uno psicolettico può causare deliri ed allucinazioni che possono dar luogo a gesti inconsulti (il cosiddetto raptus); oppure un incongruo uso di antidepressivi in una depressione non semplice ma bipolare può scatenare una crisi maniacale incontrollabile fino al compimento di atti violenti. E così via.
Dunque: per tutti i farmaci, ma tanto più per gli psicofarmaci, è indispensabile da parte del medico che li prescrive grande conoscenza ed esperienza, controllo (monitoraggio) frequente dei pazienti e prudenza. E invece: primo per alcuni di questi farmaci la prescrizione è permessa a medici generici e a specializzandi; secondo i malati, una volta prescritta la terapia, vengono controllati a lunghi intervalli (30-45 giorni) da medici spesso diversi: quando invece, per evitare sorprese, sono indispensabili, soprattutto all’inizio del trattamento, controlli ravvicinati, fatti sempre dallo stesso medico che può valutare anche da sintomi lievi la congruità della terapia in atto; terzo: troppo spesso i familiari sono emarginati, poco o nulla informati, quando non addirittura demonizzati quasi fossero la causa del disagio del proprio congiunto: mentre invece potrebbero essere di grande aiuto per lo psichiatra in quell’opera di monitoraggio che, come abbiamo detto, è molto importante; quarto: la psicoterapia comportamentale, educazionale e familiare, di estrema importanza in tutte le patologie psichiche dalle più lievi alle più gravi è, sia nelle ULS che nel privato, eseguita da psicoterapeuti spesso non in comunicazione con lo psichiatra che prescrive i farmaci, venendo quindi a mancare allo stesso molte informazioni utili; ultimo, ma non meno importante: la malattia psichiatrica, diversamente da tutte le altre malattie, sovente viene tenuta nascosta per paura dello stigma e curata clandestinamente. Anziché rivolgersi agli psichiatri più preparati, purtroppo spesso ci si affida ai consigli di medici generici o addirittura consigli di conoscenti, in una sorta di pericolosa automedicazione.
Per tutte queste ragioni numerosi cittadini si sono rivolti a Minerva, Associazione per la lotta contro la Depressione Bipolare, per inviare un appello al Ministro della Sanità Livia Turco.

Cesare Dal Palù
Professore Emerito di Medicina e Chirurgia
Presidente Associazione Minerva


MINERVA