Depressione bipolare: per i malati e le loro famiglie un aiuto dalle associazioni

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SINTOMI DELLA FASE MANIACALE
Eccessiva euforia
Esaltazione
Iperattività
Sovraffollarsi di pensieri
Spinta continua a parlare
Irritabilità
Eccessiva fiducia nelle proprie capacità,
Riduzione delle capacità critiche
Assoluta mancanza di consapevolezza di avere un malattia
Diminuito bisogno di sonno
Aumento del desiderio sessuale
Abuso di alcol, droghe
In alcuni casi deliri ed allucinazioni
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SINTOMI DELLA FASE DEPRESSIVA
Umore depresso o ansioso
Senso di vuoto
Mancanza di energia
Sensazione di rallentamento
Sensi di colpa immotivati
Pessimismo
Visione negativa di sé e del mondo
Perdita o aumento di peso
Diminuzione di interesse per qualsiasi attività, compresa quella sessuale
Dolori cronici non causati da malattie organiche
Idee di morte e propositi o tentativi suicidari

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Depressione bipolare: per i malati e le loro famiglie un aiuto dalle associazioni
MILANO- Qui di seguito i profili di alcune delle associazioni che si occupano di depressione bipolare in Italia.
IDEA – «Idea» ha anni di esperienza alle spalle: è un associazione, nazionale, nata nel 1993 per combattere la disinformazione e i pregiudizi che impedivano, e impediscono, a molti malati di depressione e di ansia di ricevere cure efficaci. Informazione tramite corsi, libri, opuscoli, ma anche sostegno diretto con i gruppi di auto-aiuto, la collaborazione nella creazione di nuove strutture di cura, e i numeri verdi (per l’Italia 800 538438, per la Lombardia 800 122907). Chiarisce Elena Di Nasso, psichiatra di riferimento di Idea, al lavoro al Fatebenefratelli di Milano: «Parlando di bipolarità, bisogna chiarire che esistono anche stadi “misti”, spesso misconosciuti, che possono stare tra due episodi di polarità opposta, ma si presentano anche da soli, con un mix di sintomi depressivi e maniacali. Altrettanto importante è sapere che non è tanto la ciclicità delle fasi a doverci mettere in guardia, quanto l’estrema instabilità dell’umore». Come capire, allora, quando è bene rivolgersi allo psichiatra? «Quando non ci si sente più padroni del proprio mondo interiore, ma schiavi dei propri pensieri. Tuttavia, anche quando questi malati decidono di farsi curare, hanno bisogno di sostegno dalle persone più vicine e di un supporto, come quello fornito dai gruppi di auto-aiuto. In questi gruppi si realizza un confronto diretto e una condivisione di vita fondamentali perché il malato capisca e riconosca la sua malattia, evitando di esserne schiavo, di negarla, o di tentare sconfiggerla come un nemico».
ITACA – È la linea di ascolto 800274274 il punto di forza di «Progetto Itaca», associazione nata nel 1999 e rivolta a tutte le persone affette da disturbi della salute mentale e alle loro famiglie. La linea, aperta cinque giorni a settimana dalle 9 alle 22,30, più la domenica pomeriggio, conta su 51 volontari, che hanno seguito corsi di formazione per riuscire a dare a chi chiama, oltre a informazioni su centri e strutture in tutto il territorio nazionale, un ascolto attivo, empatico. «Impariamo ad ascoltare senza dare giudizi, ma offrendo comprensione di sentimenti e pensieri, tenendo sempre presente che chi ci chiama vive una grande solitudine» dice Angela Bolandi responsabile del servizio ascolto. «Questo servizio è come un antenna sul territorio — aggiunge — che ci aiuta a capire dove c’è bisogno di sostegno. Solo lo scorso anno Itaca ha ricevuto più di 19 mila chiamate, il 90% da Milano, la maggior parte riguardava la depressione “classica” unipolare, ma non erano poche le persone che si rivolgevano a noi per esempio con attacchi di panico, spesso legati alla depressione bipolare». Altra iniziativa di Itaca, oltre all’organizzazione di gruppi di auto-aiuto e di corsi per i familiari di persone malate, il Progetto Ponte (per fare counseling e accompagnare i malati agli incontri con i medici, garantendo un costante monitoraggio psicologico) e il Progetto Ulisse per avviare alla autonomia abitativa.
MINERVA – Al fianco delle famiglie: questo è il motto dell’associazione Minerva, nata a Padova, sette anni fa. Aiutare le famiglie per aiutare i malati di depressione bipolare, che spesso non sono in grado di aiutarsi da soli e soprattutto di capire la necessità del rispetto delle cure. «Noi — spiega Renata dal Palù, che, con il marito Cesare dal Palù, ha fondato Minerva — abbiamo conosciuto personalmente la malattia perché ha colpito nostro figlio e abbiamo toccato con mano quanta poca informazione e preparazione ci sia su questa forma di depressione. Il nostro primo compito, dunque, è dare sostegno a genitori e parenti, spesso disperati, indirizzandoli verso strutture adeguate. Finora si sono rivolte a noi più di 500 persone, quasi tutte dal Veneto o dalle zone vicine. Siamo in contatto con le autorità regionali, l’Azienda ospedaliera e con la Asl di Padova per ottenere miglioramenti nell’assistenza, organizziamo incontri settimanali con le famiglie dei pazienti e periodicamente anche conferenze aperte al pubblico». Minerva, che ha anche un ambulatorio gratuito per seguire direttamente i pazienti, si può contattare, sette giorni su sette, dalle 12 alle 15, allo 049.8756107. Tra i progetti: arrivare alla creazione di un Centro diurno «per non relegare questi malati, nei casi di patologia più severi, nelle Residenze protette» conclude Renata dal Palù.
Daniela Natali

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