La cannabis aumenta il rischio di depressione in chi è predisposto

Le conseguenze a lungo termine degli spinelli non sono uguali per tutti
LO STUDIO
MILANO – Le conseguenze a lungo termine degli spinelli non sono uguali per tutti: in chi è geneticamente predisposto il fumo di hashish e marijuana, nonostante l’euforia che provoca inizialmente, con il tempo facilita la comparsa di una depressione. Mentre il calo del rendimento scolastico si vede subito, e l’aumento del rischio a distanza di schizofrenia e psicosi è stato dimostrato, sul fatto che il fumo di cannabis favorisse lo sviluppo di una vera e propria depressione i risultati scientifici erano finora discordanti.
LO STUDIO- «Questo perché chi mi ha preceduto non ha tenuto conto dei fattori genetici» spiega Roy Otten che, con i suoi colleghi dell’Istituto di Scienze del Comportamento dell’Università Radboud di Nimega, in Olanda, ha pubblicato in questi giorni su Addiction Biology uno studio che potrebbe gettare luce su questo aspetto. «Abbiamo seguito per 5 anni  428 famiglie con un figlio adolescente e un fratellino più piccolo» racconta l’esperto: «Ogni anno i ragazzi erano invitati a rispondere a un questionario, ovviamente anonimo, che indagava sul loro comportamento e sulla presenza di eventuali sintomi depressivi. Ma, oltre a questo, tutti sono stati sottoposti anche a un test genetico per verificare la presenza di una particolare variante del gene per la serotonina». Questa sostanza è infatti un neurotrasmettitore presente nel cervello cruciale nel mediare i messaggi da cui dipende l’umore.

I RISULTATI- La variante genica che è stata misurata nei partecipanti allo studio già da sola favorisce la comparsa di una depressione. «Ma nei ragazzi che oltre a questa caratteristica innata aggiungevano l’uso di cannabis, le probabilità di ammalarsi aumentavano ulteriormente rispetto ai fratelli con la stessa predisposizione genetica ma che non fumavano erba»precisa Otten.«Non abbiamo invece trovato supporto all’ipotesi contraria: che cioè siano i ragazzi di indole già di per sé più malinconica a ricorrere di più alle canne per tirarsi su». Anzi, i risultati dello studio olandese dovrebbero mettere in guardia i ragazzi, ma anche gli adulti, che fanno uso di queste sostanze: usarle per tirarsi su di morale può diventare un boomerang, soprattutto per chi, anche senza sottoporsi a un apposito test genetico, sospetta di avere una predisposizione familiare alla depressione per  la presenza di altri casi in famiglia.

Roberta Villa

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